Il termine ultimo per l’invio della dichiarazione è fissato per il 30 settembre 2026. Chi non rispetta tale scadenza corre il rischio di trovarsi in una situazione poco piacevole in cui le sanzioni non mancheranno.
Non presentarlo in tale data (ovvero il 30 settembre 2026, inerente ai redditi percepiti nel 2025) non significa però automaticamente commettere un illecito. Infatti, secondo le leggi tributarie ancora in vigore, è ancora possibile presentare la dichiarazione entro i 90 giorni dopo la scadenza; nello specifico caso si paga una sanzione fissa ridotta a 25 euro insieme ad altre eventuali sanzioni ridotte se le imposte non sono state versate (più passano i giorni, più il conto può lievitare). Invece, la cosa si fa più grave e seria quando si parla di reato di omessa dichiarazione. Quali sono le conseguenze in questo caso? Secondo il decreto legislativo n°74 del 2000, articolo n°5, prevede la reclusione da due a cinque anni quando il contribuente, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta la dichiarazione, in particolare quando l’imposta evasa è superiore (a taluna delle singole imposte) ad euro cinquantamila (https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id={FE9108E0-2C82-4A25-82AC-CE9B0C467F00}&codiceOrdinamento=0000000000000050000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000&articolo=Articolo%205). Però, mediante il ravvedimento operoso, il contribuente può fare rimedio ai propri errori o omissioni:
- entro 14 giorni la sanzione è pari allo 0,1% dell’importo dovuto per giorno di ritardo;
- dal 15° al 30° giorno la sanzione è pari all’1,5%;
- dal 31° al 90° giorno la sanzione è pari all’1,67%;
- oltre il 90° giorno, fino al termine della dichiarazione dell’anno successivo, la sanzione è pari al 3,75%;
Per concludere, prima di inviare la dichiarazione conviene innanzitutto controllare non soltanto i redditi denunciati e la CU (Certificazione Unica), ma anche:
- familiari a carico;
- le spese detraibili;
- gli interventi sugli immobili;
Va anche detto che dopo la presentazione restano alcune chance di intervenire sul 730 e anche in questi casi è prevista la correzione in caso di errori o omissioni da parte del contribuente. L’Agenzia delle Entrate infatti indica il 26 ottobre 2026 come ultima data per presentare il 730 integrativo; mentre entro il 2 novembre 2026 è possibile ricorrere al Modello Redditi correttivo o al modello correttivo del 730. Il tutto può essere fatto tramite CAF o un professionista abilitato.

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