Scade oggi, 5 ottobre 2026, il termine per l’ultima proroga del governo al taglio delle accise sul gasolio (pari a 6,1 centesimi a litro), mentre, dal 6 ottobre 2026, diventa operativo il sistema delle accise mobili.
Non ci saranno altri interventi sulle accise da parte del governo, questa dovrebbe essere quasi una certezza. Nel frattempo, alcuni dei maggiori produttori petroliferi (come ENI, Q8, IP e Tamoil) hanno aderito all’iniziativa optando per un tetto al prezzo alla pompa: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, per 30 giorni prorogabili. Di conseguenza, il venir meno dello sconto sulle accise non dovrebbe causare grandi sconvolgimenti rispetto alla situazione attuale. In effetti, il sistema delle accise mobili non si tratta di una novità. Esso, infatti, viene disciplinato dall’articolo 1 (comma 290) della legge n°244 del 24 dicembre 2007: prevede la possibilità di ridurre le accise per compensare le maggiori entrate IVA derivanti dalla variazione dei costi delle materie prime. Tuttavia, non tutti gli impianti sul territorio (legati a questi grandi marchi) hanno ancora aderito agli sconti.
Il Codacons ha evidenziato come, nonostante tutto, sulla scia degli sconti avviati dalle maggiori compagnie petrolifere, il prezzo medio della benzina è diminuito sulla rete stradale di 11 centesimi (di 19 centesimi su rete autostradale), mentre quello del gasolio è sceso di 13,3 centesimi su rete stradale (di 19,1 centesimi su rete autostradale).

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