Il Bonus Colonnine Domestiche è un contributo destinato a chi installa una infrastruttura per la ricarica elettrica dell’auto a casa o nelle parti comuni di un condominio. Tale bonus è gestito da Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), per conto del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), e dalle ore 12:00 di martedì 22 settembre fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027 si potranno presentare le domande online.
Nello specifico, il contributo copre:
- l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera delle strutture di ricarica, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente;
- il limite sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali;
Una cosa importante è che a questo bonus non possono accedere le società e i titolari di ditte individuali. Inoltre c’è da sapere che il bonus non si richiede prima di comprare e di installare la wallbox. Infatti la spesa deve essere già sostenuta e l’infrastruttura deve essere già installata. Tra le spese da affrontare non c’è solo il prezzo della colonnina, ma anche la posa, gli impianti elettrici, eventuali opere edili necessarie, i sistemi di monitoraggio, la progettazione e la direzione dei lavori, la sicurezza, i collaudi e i costi per collegare tale infrastruttura alla rete elettrica (tramite l’attivazione di un nuovo POD, ovvero Point of Delivery). Questa misura, come spiegato dal Ministro Adolfo Urso, serve a sostenere i consumatori e allo stesso tempo la filiera italiana (dato che il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate nel nostro Paese vengono prodotte proprio in Italia).
Le domande per accedere al bonus potranno essere presentate online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia (https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/bonus-colonnine-domestiche), accedendo tramite SPID o CIE. Ma prima di tutto conviene avere già pronta la documentazione. Infatti, prima di presentare domanda, ad un privato cittadino servono:
- il documento d’identità e il codice fiscale;
- le fatture relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura;
- tutta la documentazione relativa al pagamento avvenuto;
- la relazione finale sull’intervento e la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore;
- i dati del conto corrente per ricevere tale contributo;
- una PEC attiva per tutta la durata della procedura;

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