Omesso versamento delle ritenute previdenziali: conseguenze

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A close-up of a gavel on a courtroom desk representing law and justice.

L’articolo 2 comma 1 bis del Decreto Legge n°463/1983 prevede il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali da parte del datore di lavoro.

In sostanza, l’omesso versamento di tali ritenute previdenziali altro non è che la mancata corresponsione all’INPS delle somme trattenute in busta paga al lavoratore dipendente (pari al 9,19% della retribuzione). Tali somme devono essere versate dal datore entro il giorno 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i contributi, il tutto tramite modello F24 con codice tributo DM10. Il reato sussiste solo se l’importo delle ritenute omesse supera 10.000 euro annui: in questa circostanza, è prevista la reclusione fino a tre anni e una multa fino a 1.032 euro. Nel caso in cui, invece, l’importo omesso non supera i 10.000 euro annui, si applica una sanzione amministrativa, fissata dall’articolo 23 D.L. 48/2023 in una misura variabile da 1,5 a 4 volte l’importo omesso. In entrambi i casi, il datore di lavoro non è punibile se versa entro tre mesi dalla contestazione: di conseguenza non verranno applicate ne la sanzione penale ne quella amministrativa.

Per concludere, il termine di prescrizione del reato è sei anni (in caso di atti interruttivi gli anni vengono aumentati di un quarto).

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