Pensione troppo bassa: tutti i bonus per aumentarla

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Secondo le statistiche, è emerso che circa 4,6 milioni di pensionati percepiscono meno di mille euro al mese (una cifra abbastanza abbastanza modesta se la confrontiamo con il costo della vita). Per questo motivo, sono stati stanziati diversi bonus che possono contribuire ad un sostegno significativo per le spese quotidiane come per esempio quelle alimentari e le bollette, oppure anche per il trasporto.

Queste manovre rappresentano un’opportunità concreta nell’aiuto economico nei confronti di quelle persone pensionate che si trovano in reale difficoltà nell’affrontare le spese di base. Vi sono principalmente tre bonus o agevolazioni che possono di fatto entrare in ausilio nei confronti di questa categoria di persone, e sono:

  • la Carta Acquisti;
  • l’Assegno di Inclusione;
  • l’Assegno Sociale;

La Carta Acquisti altro non è che un’agevolazione statale riservata hai pensionati con più di 65 anni. Essa consente di ricevere dall’INPS un contributo di 80 euro ogni bimestre, che può essere utilizzato presso supermercati, negozi alimentari, farmacie, parafarmacie e anche per pagare le bollette. La richiesta per tale carta può essere fatta presso gli uffici di Poste Italiane. Le condizioni per questa agevolazione sono che non si deve possedere più di un’utenza elettrica domestica, più di due utenze del gas, più di un immobile ad uso abitativo e il patrimonio mobiliare non deve superare i 15.000 euro. Per quanto riguarda l’Assegno di Inclusione, la somma erogata, quando il nucleo è composto da persone tutte di età pari o superiore ai 67 anni (o da altri familiari tutti con condizioni di disabilità o privi di autosufficienza), dal 2025 è passata da 7.560 a 8.190 euro annui. Invece, l’Assegno Sociale, su richiesta all’INPS, è una prestazione economica minima di natura assistenziale che viene garantita a tutte quelle persone che non hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia e che si trovano in condizioni disagiate a livello economico. L’assegno mensile è pari a 538,68 euro per 13 mensilità. Oltre al compimento dei 67 anni, un altro requisito importante è che il reddito personale non sia superiore all’importo annuo dell’assegno sociale stesso, mentre il reddito coniugale non deve superare di due volte lo stesso valore (il limite di reddito personale da non superare per l’assegno sociale è pari a 7.002,97 euro annui; sale a 14.005,94 euro complessivi per la coppia se il soggetto è coniugato). La domanda può essere fatta online sul sito dell’INPS tramite SPID o CIE oppure contattare i patronati abilitati o altri intermediari dell’INPS. Per fare domanda è necessario presentare: autocertificazione dei dati personali, dichiarazione della situazione reddituale, dichiarazione di eventuale ricovero in istituto (se applicabile). In caso di rifiuto della domanda si può fare ricorso al Comitato provinciale dell’INPS entro 90 giorni della comunicazione del rifiuto stesso.

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